Con la sentenza n. 383 dell’11 settembre 2019 “Lexitor”, la Corte di giustizia ha affermato che in caso di estinzione prima della scadenza dei prestiti ai consumatori (contratti con cessione del quinto dello stipendio o della pensione, delegazione di pagamento, prestiti personali o finalizzati all’acquisto di beni e servizi) il consumatore ha diritto alla restituzione di una quota di tutti i costi posti a suo carico per il periodo nel quale non ha goduto del finanziamento.
A chi ha stipulato un finanziamento e si avvalga della facoltà di estinguerlo anticipatamente spetta quindi non soltanto - come già riconosciuto anche dai giudici italiani - la restituzione dei costi connessi alla durata del contratto (costi recurring, quali ad esempio gli interessi e i costi assicurativi), ma anche il rimborso o lo storno di tutti gli altri costi, direttamente collegati all’erogazione del finanziamento (costi up front, tra cui, ad esempio, spese di istruttoria e commissioni per intermediari e ogni altra spesa sostenuta al momento della conclusione del finanziamento). Per questo motivo MC aveva diffidato le principali finanziarie ad eliminare le clausole illegittime.
Quindi la questione riguarda questi benedetti costi Up-front.
Ma prima di definirli, cerchiamo di capire la differenza tra costi recruiting e i su citati up front.
Quando si stipula una cessione del quinto dello stipendio o della pensione occorre fare attenzione ad una serie di costi – spesso molto cospicui - che vengono fatti pagare al cliente al momento della stipula del contratto. Sono considerati recurring tutti i costi per le voci che accompagnano il finanziamento durante l’intera sua vita, ad esempio l’assicurazione; upfront, invece, i costi sopportati per le voci legate alla lavorazione della richiesta di prestito, ad esempio l’istruttoria.
Ogni volta che una cessione viene estinta anticipatamente, ovvero rinegoziata con altra, è possibile richiedere la restituzione di tutti gli oneri non goduti e qualificati come recurring. Per farlo è necessario analizzare il contratto e verificare quali delle spese sostenute siano ascrivibili a questa categoria. Per identificare correttamente gli importi rimborsabili, quindi derivanti da quelli considerati recurring, è necessaria l’assistenza di esperti in materia di diritto bancario e finanziario che potranno sia calcolare esattamente gli importi che eseguire l’iter necessario per l’ottenimento di quanto dovuto.
Prima di chiudere questo articolo, teniamo a chiarire che, nonostante la normativa europea sia stata recepita nel nostro Paese, ci sono in corso ancora numerose discussioni in merito e che la nostra consulenza verte a sensibilizzare maggiormente il cliente sulle caratteristiche del contratto, attraverso metodo specificico che consiste:
Il primo incontro, è rivolto ad avere un quadro chiaro della situaiozne, poiché solo comprendendo bene cio che il cliente sta pagando, riusciamo a capire se ci sono margini di miglioramento
Una volta avuto bene chiara la situaizone in cui versa il cliente, procediamo a richiedere copie dei contratti in essere ( che nella maggioranza dei casi non sono stati rilasciati)
Solo in questa ultima fase, con ducomenti alla mano, siamo in grado di presentare una soluzione al cliente che è libero di accettare o meno
Se non ti senti pronto di affrontare una consulenza personalizzata, puoi sempre essere aggiornate su tematiche che riguardano il credito.
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